Highland... 100% Valsesia! | Gestione del pascolo
La Società Agricola MONTANA inizia la sua attività nell’anno 2008 con lo scopo di allevare bovini di razza Highland, introducendoli per prima sull’arco alpino occidentale. Oggi l’azienda, nel suo veloce sviluppo, conta circa una settantina di capi ed è l’allevamento di bovini razza Highland più grande in Italia.
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Gestione del pascolo

La zootecnia alpina è stata per secoli un ottimo esempio di allevamento sostenibile, in forza del mantenimento di delicati equilibri ambientali. Negli ultimi 30 anni, tuttavia, l’allevamento nelle zone montane ha subito una profonda evoluzione: parallelamente allo spopolamento delle aree alpine, il numero di capi allevati nelle valli e monticati in alpeggio si è ridotto di quasi un terzo. Ciò ha determinato una sensibile contrazione della superficie pascoliva, con conseguenze gravi e pesanti sul territorio alpino: tale degrado è stato la conseguenza della riduzione di attività quali lo sfalcio dei prati o il pascolamento, comportando l’invasione di vegetazione arbustiva e forestale.

Tutto ciò ha alterato il paesaggio tradizionale con conseguente perdita di elementi di grande valore, diminuendo la biodiversità e determinando una limitazione della fruibilità turistica del territorio. Aumenta inoltre il rischio idro-geologico poiché vengono abbandonate le opere realizzate nel passato per la regimazione delle acque irrigue e per la messa a coltura dei pendii quali i terrazzamenti; la forza delle acque, non più moderata da queste strutture, si moltiplica divenendo così un pericoloso agente erosivo causa di smottamenti e frane. Anche le opere idrauliche realizzate per la regolazione dei corsi d’acqua, come argini e canali, non vengono più manutenute e concorrono a causare alluvioni.

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Un effetto deleterio del rimboschimento è il pericolo d’incendio per la presenza di un sottobosco “secco”, mentre l’inselvatichimento dei campi derivato dall’eliminazione degli sfalci fa sì che l’erba lunga e secca, definita comunemente “paglione”, permanga sul terreno, non permettendo la percolazione delle acque nella falda ed aumentando così il rischio di frane.

Riqualificare i territori alpini così compromessi è possibile a patto di ripristinare l’allevamento estivo delle mandrie; naturalmente occorrono razze estremamente rustiche, capaci di pascolare anche essenze botaniche normalmente non appetite e perciò trascurate dal bestiame a più specifica specializzazione produttiva.

Il bestiame Highland, un esempio molto raro in ambito bovino, è in tal senso affine agli ovi-caprini, nutrendosi volentieri anche di salici, ortiche, felci e graminacee di scarso valore foraggiero, come le Carici e le Festuche, arrivando persino a consumare le canne palustri presenti in alcune zone torbose.

La sua presenza sui pascoli garantisce quindi un controllo ambientale di alcune specie botaniche la cui proliferazione sarebbe dannosa per il territorio e consente una riqualificazione di alcune zone boschive, come ad esempio i castagneti o le foreste di conifere. A questo indubbio effetto benefico sul territorio, dovuto alla fisiologia nutrizionale di questa razza, va aggiunta anche la possibilità di riqualificazione dei pascoli dal punto di vista turistico: data la naturale simpatia che questi bovini pelosi sanno suscitare.